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Le località dove siamo stati |
Mappa dell'Itinerario di questo viaggio |
Slovenia:
Postumia,
Lubiana, Lendava.
Ungheria:
Siofok, Pecs,
Seghedino.
Romania:
Timisoara,
Brasov, Bran, Sighisoara.
Ungheria:
Debrecen,
Holloko, Godollo, Budapest, Esztergom, Fertod.
Repubblica Ceca:
Lednice,
Petrov, Bouzov, Brno, Telc, Pelhrimov, Kutna Hora, Praga,
Plzen, Trebon, Hluboka, Ceske Budejovice, Cesky Krumlov.
Austria:
Mauthausen,
Salisburgo.
Germania:
Monaco di
Baviera.
Italia:
Lazzise
km percorsi 5669 |
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Torino
– Trieste km 585
Alle 16,50 partenza da Torino C.so Francia. Ci fermiamo
verso le 20 per la cena in un’area di servizio sull’A4.
Pernottiamo a Trieste in un parcheggio zona porto turistico
nel quale c’erano almeno una ventina di camper. N45,64681°
E13,76053°.
Trieste – Postumia km 75
Ci svegliamo presto intorno alle 6,30 e ci dirigiamo verso
il confine con la Slovenia. La prima tappa in programma è la
visita alle grotte di Postumia. All’uscita dell’autostrada
seguiamo le indicazioni per le grotte, ben segnalate, dove
arriviamo verso le 10. Ci equipaggiamo con giacchetta della
tuta da ginnastica e k-way, la temperatura all’interno è di
circa 8 °C e l’umidità molto elevata, ed iniziamo il tour.
Essendo ben evidente il divieto di fare riprese fotografiche
all’interno delle grotte ho lasciato la fotocamera in
camper. Haimè, appena fatto i biglietti mi accorgo che quasi
tutti sono muniti di macchina fotografica e gli addetti
lasciano fotografare tranquillamente; peccato, avrei potuto
catturare belle immagini. Percorriamo i primi 2 km in
trenino, poi arriviamo al punto d’incontro con la guida, in
italiano, e percorriamo circa 1 km a piedi in mezzo a
bellissime stalattiti e stalagmiti dalle forme e disegni più
svariati. Quali cose meravigliose riesce a fare la natura.
Rifacciamo nuovamente i 2 km in trenino per il ritorno e poi
l’uscita. Che bello stare al sole dopo un’ora e mezza sotto
terra. Mangiamo qualcosa in un bar-tavola calda e partiamo
per Lubiana.
Postumia – Lubiana km 60
Arriviamo a Lubiana verso le 14,30. Sostiamo nel parcheggio
della stazione, N46,05791° E14,51453°, 6 euro per 24 h, ci
sono altri 3 camper spagnoli quindi decidiamo di pernottare.
Ci dirigiamo a piedi verso il centro storico, fa molto
caldo, in 15 minuti siamo nella piazza del mercato. Ci sono
ancora delle bancarelle, facciamo un giro ma non facciamo
acquisti, i prezzi sono come in Italia. Arriviamo ai tre
ponti e dopo aver girato un po’ per il centro prendiamo il
trenino (€ 8 a/r) che ci porta al castello. Non ne vale la
pena. Stiamo mezz’oretta e riprendiamo il trenino per il
ritorno. È ora di cena, torniamo in camper, non ci sono più
gli spagnoli ma sono arrivati altri 3 camper italiani,
ceniamo e più tardi a nanna.
Lubiana – Lendava km 220
Alle 7,45 partiamo verso Lendava. Direzione il camping
Lippa, N46,55230° E16,45942°. Oggi abbiamo deciso di
trascorrere una giornata in pieno relax. Lungo il tragitto
ci fermiamo in un piccolo supermarket per comprare un po’ di
viveri. C’è del pane con la crosta di formaggio e wurstel,
l’aspetto è invitante, li prendiamo e li mangiamo subito
usciti dal supermarket, buoni. Possiamo anche evitare di
fare pranzo, ci hanno saziato, magari mangiamo qualcosa per
merenda. Arrivati al camping ci sistemiamo col camper vicino
alla piscina, subito in costume e giù in acqua. Compreso nel
prezzo del campeggio (€ 30.88) c’è la piscina all’aperto da
50 m e la piscina con acqua termale a 38 °C. Stiamo tutto il
pomeriggio in piscina, ah che bello fare una bella nuotata
e poi sdraiarsi al sole, a metà pomeriggio Cinzia va in
camper e ritorna con delle brioche e della frutta, siccome
non abbiamo pranzato facciamo merenda. Prima di sera ci
trasferiamo nella piscina termale, c’immergiamo in acqua,
caldissima, è una sensazione piacevolissima, stiamo circa
un’oretta e poi si va a cenare. Davanti al camper ci sono
dei lettini della piscina, ne approfittiamo per sdraiarci
dopo cena, l’arietta è fresca e si sta molto bene dopo la
giornata soleggiata. Ce ne stiamo fino a mezzanotte circa
poi andiamo a letto domattina dobbiamo partire entro le 9.
Lendava – Siofok (via Heviz) km 175
Partenza intorno alle 9. Siamo diretti a Heviz in Ungheria,
abbiamo in programma di passare un’altra giornata come
quella di ieri. Arrivati in prossimità del laghetto termale
svolto a destra dove avevo un parcheggio segnalato, ma haimè…,
è solo per auto. Più avanti c’è un campeggio ma non ho
intenzione di fermarmi in un campeggio, ci consultiamo
velocemente e decidiamo di prendere in direzione Siofok sul
lago Balaton. Subito dopo Heviz lungo la strada noto un
ristorante che m’ispira, una veloce intesa con Cinzia, ci
fermiamo. Mangiamo bene e paghiamo in tutto € 23. Si riparte
e verso le ore 17 siamo a Siofok. Parcheggiamo in un
parcheggio in riva al lago N46,91001° E18,04659° a
pagamento. Le dimensioni del nostro camper, 7.13 m, non ci
permettono di parcheggiare nelle piazzole intermedie, noto
una piazzola libera fronte lago, bene, è mia!! Questo mi
permette di mettere tutto lo sbalzo posteriore nel parco
verso il lago. Sistemato il camper passo in cellula per
preparare l’occorrente per uscire e quando esco c’è già
l’addetto che sta scrivendo il n° di targa ed è anche munito
di videocamera per riprendere i mezzi senza scontrino
esposto, gli faccio capire in qualche modo che siamo appena
arrivati, non parla inglese e tanto meno italiano. Poi si
avvicina un ragazzo giovane, lavorano insieme, parlotta
qualche parola in inglese, quanto basta per capirci. Il
parcometro accetta solo fiorini e non ne abbiamo a
sufficienza, chiediamo loro se c’è un cambio nei pressi, ci
indicano dove possiamo cambiare, ci rechiamo al cambio, 1 €
= 236 Ft, un po’ sconveniente decidiamo di cambiare solo 10
€ almeno possiamo pagare subito il parcheggio, poi
preleveremo al bancomat perlomeno sarà col cambio ufficiale,
(infatti tornati a casa abbiamo verificato le valute) 1 € =
250 Ft. Facciamo un giro, il posto è molto carino, nella
zona lungo lago ci sono un infinità di negozi e bancarelle,
sembra di essere a Rimini, ci dirigiamo verso il centro per
cercare un bancomat, preleviamo 50.000 fiorini. Rientriamo
prima della scadenza dell’ora del parcheggio e considerando
che il posto è bello decidiamo di stare per la notte,
chiediamo all’addetto se si può pernottare li, nessun
problema ci fa il conto di quanto dobbiamo pagare fino
all’indomani alle 8. in totale paghiamo 2160 fiorini circa
8.64 euro. Mi è venuto in mente, non l’avessi mai fatto, di
chiedere se è pericoloso pernottare li, allora mi rivolgo al
ragazzo in inglese, niente da fare non conosce la parola dangerous o danger, pazienza dico che non è importante ma
quello più anziano insiste per aiutarci e chiama un suo
amico con cui stava parlando prima, questi conosce qualche
vocabolo in francese, niente da fare, non ci capiamo
comunque. Beh, gli dico che non importa e cerco di
ringraziare ma a quest’ultimo gli viene in mente che suo
figlio che abita a Budapest parla italiano, lo chiama al
cellulare e dopo avergli detto di aiutarmi, credo, me lo
passa. Gli parlo lentamente per farmi capire, lui parla un
italiano con accento francese e mi dice: “pericoloso? Ma
cosa vuol dire, oh no!!! Ci risiamo. Gli dico conosci la
parola pericolo? No, risponde lui, “non conosce questi
paroli”. Beh…. Lo ringrazio e lo saluto, poi ringraziamo
tutti quanti per la disponibilità e la gentilezza che hanno
avuto nei nostri confronti e salutiamo. Non era mia
intenzione creare tutto quello scompiglio. Ci allontaniamo,
facciamo un giro nel grande parco poi cerchiamo un posto per
cenare. Entriamo in un pub ungherese, cibo abbondante due
birre e coca-cola per Cinzia e Vanessa. 6740 Ft in tre,
circa 26 euro. Dopo cena giriamo per negozi e bancarelle e
compriamo qualche souvenir. Verso mezzanotte ci avviamo
verso il camper e, dato che è parcheggiato in riva al lago,
ci fermiamo a goderci la veduta notturna comodamente seduti
su di una panchina in riva al lago. Nel mentre erano
arrivati altri due camper di cui uno italiano. Andiamo a
nanna, purtroppo inizia il rumore assordante di una
discoteca nelle vicinanze che, nostro malgrado, andrà avanti
fino alle 6 del mattino.
Siofok – Pecs km 120
 Partenza alle 8 circa in direzione Pecs. Percorriamo
chilometri e chilometri di campagna senza vedere abitazioni,
ogni tanto attraversiamo un villaggio o una cittadina. Non
abbiamo mai visto un pezzo di terra incolto, pianure
sterminate tutto rigorosamente coltivato in prevalenza
girasoli e pannocchie. Arriviamo a Pecs verso le 10,
parcheggiamo in un normale parcheggio a pagamento lungo la
strada vicino alla stazione ferroviaria N46,06804°
E18,22518°. 90 Ft all’ora. Ci dirigiamo verso il centro
storico. Strada facendo, in una panetteria, prendiamo delle
brioche belle calde, crema e marmellata, slurp che buone!!!
Siamo nel centro storico, molto bello, con imponenti chiese
e palazzi. Pecs è una delle città più antiche e più belle
dell’Ungheria, la sua posizione favorita dal clima ai piedi
dei monti Mecsek e i parecchi edifici monumentali danno al
luogo un'atmosfera eccezionalmente mediterranea. Ed inoltre,
per il nostro orgoglio, si trova il maggiore liceo bilingue, italo-ungherese, di tutta l'Ungheria. Dopo aver girato il
centro della città col naso all’insù osservando le
affascinanti decorazioni e l’architettura dei palazzi
torniamo in camper. Il tempo del parcheggio sta per scadere,
è circa mezzogiorno, compriamo del pane e dei panini che
mangeremo in camper. Dopo mangiato si parte verso Seghedino.
Pecs – Seghedino km 190
Partiamo verso le 13.30, ci aspetta un viaggio di più di 3
ore. Arriviamo a Seghedino verso le 17. Siamo passati per il
centro storico col camper e abbiamo notato una larga strada
dove si può parcheggiare tranquillamente. Infatti ritorniamo
indietro e parcheggiamo il camper. Appena sceso vedo due
addetti che controllano tutte le auto se hanno pagato il
parcheggio. Guardo in giro a destra e manca per cercare il
parcometro ma non lo vedo, mi avvicino ai due addetti e
chiedo loro dove si trova il parcometro, che curioso, non lo
sanno nemmeno loro, uno dei due m dice: “beh, per oggi
gratis” per accertarmi di aver capito bene gli chiedo se
non devo pagare, mi dice di non pagare e di andare
tranquillo, e tranquillamente ce ne andiamo in giro per il
centro della città. Camminiamo per circa un’ora e mezza il
sole picchia, anche se siamo nel pomeriggio inoltrato, io
cerco sempre di stare all’ombra quando possibile. Seghedino
è la città ungherese più soleggiata. Con più di 2000 ore di
sole all'anno si è
conquistata l'appellativo di città dei
raggi solari. È ora di pensare a sistemarsi per la
notte. Io avevo già caricato sul navigatore il Sziksosfurdo
camping appena fuori Seghedino N46,27358° E20,02644° ma
sull’opuscolo dei camping che abbiamo preso al punto info
c’è un campeggio in città dall’altra parte del fiume.
Cinzia propone di andare in quest’ultimo così se abbiamo
voglia torniamo in centro anche dopo cena. Ok, optiamo per
la proposta di Cinzia. Si va al Partfurdo camping N46,25290°
E20,15941°. Ci sistemiamo proprio in riva al fiume e subito
dopo Vanessa ed io ci immergiamo nella piscina termale,
l’acqua ha una temperatura di 36 °C, stiamo più di un’ora a
mollo fino a quando Cinzia ci chiama per la cena. Usciti
dalla piscina andiamo verso la doccia, esterna, nel
complesso della piscina. Sono passate le 20 e fa frescolino,
inoltre, essendo usciti dall’acqua tiepida, la sensazione di
freddo è ancora più alta e vedere il getto dell’acqua di
quella doccia, che immagino gelata, mi vengono i brividi.
Beh, coraggio, di corsa sotto l’acqua. Sorpresa!!! Ha la
stessa temperatura dell’acqua della piscina. Si va a cena.
Notiamo un po’ troppi insetti nel lampione di fianco al
camper per cui mettiamo le zanzariere in tutte le finestre
prima di accendere la luce in camper. È già buio, la
zanzariera è completamente piena. Quando finiamo di mangiare
usciamo dal camper andiamo dal lato del lampione, porca
puzzola, la parete del camper è di colore verde. È piena di
insetti. Ormai è tardi per andare in centro, facciamo un
giro all’interno del campeggio e verso mezzanotte andiamo a
letto.
Seghedino – Timisoara km 175
Ci alziamo verso le 8, dopo aver fatto colazione faccio le
operazioni di carico e scarico e dopo aver pagato il
campeggio, 6000 Ft, partiamo verso la Romania. Arriviamo al
confine intorno alle 10, facciamo un bel po’ di coda, almeno
mezz’ora o tre quarti d’ora. Numerosissime le macchine con
targa italiana, ma non sono italiani bensì rumeni che vivono
in Italia. Superata la frontiera ci fermiamo al primo
distributore per comprare la vignette, già prima di
parcheggiare uno zingaro ci vuole vendere la vignette in
nero e una vecchia ci chiede dei soldi. Vado avanti e trovo
un buco per il camper, è zeppo di macchine, va solamente
Cinzia a comprare la vignette, non mi sento di lasciare il
camper incustodito, troppi zingari. C’impiega quasi un’ora,
nel frattempo un nugolo di bambini zingari attornia il
camper per chiedermi soldi. Li mando via ma sono molto
insistenti, poi arriva anche la vecchia a chiedere soldi, le
rispondo di no e si mette a borbottare probabilmente mi
starà maledicendo. Comincio a chiedermi chi me l’ha fatto
fare di venire in Romania. Il ritorno di Cinzia è stato un
sollievo enorme per me. Non vedevo l’ora di allontanarmi dal
quel posto. Speriamo che la Romania non sia tutta così!!!
Attraversiamo Arad…. Che senso!! Zingari ovunque, case
vecchie e fatiscenti. Le strade sono piene di buche, ci sono
i solchi lasciati dal passaggio dei TIR talvolta profondi
almeno 20 cm. Probabilmente asfaltano senza preparare il
fondo stradale. Bisogna tenere un’andatura molto lenta
altrimenti si rischia di rompere il mezzo. Sono lontani anni
luce dal resto d’Europa. Ci fermiamo a mangiare in un
ristorante sulla strada per Timisoara, mangiamo bene e
paghiamo poco, 44.50 Lei, circa 15 euro. Mentre torniamo in
camper un nano ci chiede insistentemente dei soldi e poi ci
manda a quel paese visto che non gliene diamo. Che gente
strana, vivono costantemente di elemosina. Finalmente
arriviamo a Timisoara. Ci perdiamo per le strade del centro.
Il camping si trova dal lato opposto della città e la strada
principale che la attraversa è chiusa. Dopo un po’ troviamo
la strada per arrivare in campeggio. L’utilizzo del
navigatore all’interno delle città è quasi inutile. La
cartografia della Romania ha un errore compreso tra i 250 e
500 metri. Finalmente in campeggio!!! Camping International
N45,76941° E21,26644°. È carino e tenuto bene. Paghiamo, 70
Lei, e ci sistemiamo nella piazzola assegnataci. Sono già
passate le 18, data l’ora andremo domattina a visitare la
città. Facciamo una passeggiata nei dintorni del camping e
mentre siamo in giro cerchiamo dove comprare i biglietti del
pullman per non perdere tempo domattina ma non troviamo
nessuno che li vende. Il tempo non promette nulla di buono,
e prendiamo la via del ritorno. Arrivati in campeggio
comincia a piovigginare. Sono le 20, decidiamo di cenare nel
ristorante del campeggio. Inizia a diluviare, per andare al
ristorante dobbiamo prendere gli ombrelli. Ci sediamo
all’esterno, riparati dalla tettoia naturalmente, ci danno
il menù e dopo che abbiamo deciso, con difficoltà, cosa
prendere la cameriera ci indica sul menù l’unica voce che
possiamo ordinare, di altro non c’è nulla, va beh… carne ai
ferri e insalata, peccato che la carne era un po’ troppo al
sangue e molto dura. E meno male che le ho detto “well done”
Gliela ridiamo indietro per ultimare la cottura, dopo alcuni
minuti ritorna, la carne è un po’ più cotta ma sempre dura,
beh facciamo finta di niente. Naturalmente rimane nei
piatti, cosa che può non essere strano per Vanessa ma per me
è molto strano avanzare il cibo nel piatto. Poi il conto.
144.80 Lei, carissimo.
Timisoara
Verso le 9 siamo pronti per uscire, alla reception ci
facciamo chiamare un taxi per andare in centro. Ci costa 7
Lei (circa 2.3 euro). Siamo davanti alla cattedrale
ortodossa, davvero particolare e bella, a Timisoara L’80%
della popolazione è di religione ortodossa. Di fronte c’è
una bellissima piazza, Piata Operei, con un giardino molto
ben curato. Passeggiamo per 2 orette per le vie del centro,
ci sono dei palazzi monumentali molto belli con delle
bellissime decorazioni sulle facciate, purtroppo molte
facciate sono parecchio scrostate, è evidente la scarsa
manutenzione e l’abbandono a cui sono lasciati. È un
patrimonio architettonico e culturale non indifferente.
Peccato lasciarlo decadere così.
Il 16 dicembre 1989 scoppiò a Timisoara la rivoluzione
che avrebbe portato, una settimana più tardi, alla caduta di
Nicolae Ceausescu e del regime comunista rumeno.
Timisoara – Hunedoara km 196
Prendiamo il taxi per tornare in campeggio, il tempo di fare
qualche operazione di scarico e verso le 11:30 partiamo alla
volta di Hunedoara. Per tutta la mattina il tempo è stato
bello, adesso si sta annuvolando. Strada facendo ci fermiamo
in un ristorante per il pranzo. Siccome sta cominciando a
piovere ci accomodiamo dentro. Localino carino, camerieri in
divisa col papillon, si mangia a lume di candela. Ordiniamo
un piatto di mamaliga per tutti e tre, è la polenta
rumena; buonissima!! Della carne alla brace (vitello, pollo
e maiale) con insalata e patatine fritte cosparse di
formaggio. Tutto buonissimo, la carne si scioglie in bocca
talmente è tenera, le patatine fritte con quel formaggio
sono davvero succulente. Anche il servizio non è da meno, i
camerieri che ci versano da bere. Il tutto incorniciato
dalla gentilezza del personale. Beh… chiediamo il conto,
Cinzia ed io commentiamo “speriamo che non ci sia la
batosta come ultima sorpresa adesso che bisogna pagare”.
Arriva il conto. Uno sguardo di stupore tra e me Cinzia,
44 Lei!!! (14.66 euro in 3). Ci rimettiamo in marcia, il
viaggio è lungo, vorremmo arrivare in tempo per vedere il
castello di Hunedoara, anche noto come il castello di Corvin.
Mancano ancora molti chilometri ed il tempo si mette sempre
in peggio. Quando arriviamo nei pressi di Hunedoara diluvia,
con la massima velocità dei tergicristallo ho difficoltà a
vedere la strada. In ogni caso decidiamo di andare a vedere
dove si trova il castello e ritornare domani mattina, se non
piove. Non lo troviamo, indicazioni manco l’ombra. È tardi,
piove a dirotto e non accenna a diminuire, decidiamo
pertanto di andare in campeggio. Il campeggio più vicino è
ad una trentina di chilometri.
Hunedoara – Camping Aurel Vlaicu km 30
Con questa pioggia insistente ho difficoltà a vedere la
strada, inoltre con l’asfalto coperto d’acqua non vedo più
le buche, occorre andare molto piano altrimenti si corre il
rischio di rimanere fermi. Stiamo per arrivare in campeggio,
la pioggia è diminuita. Il campeggio Aurel Vlaicu è ben
segnalato. N45,91520° E23,27940°. Il campeggio è piccolo e
carino, bisogna fare attenzione per entrare, il cancello è
stretto e poi c’è un sottopasso da attraversare che si passa
appena, sarà poco più di 3 metri. Ci sistemiamo a fianco di
un camper italiano, sono di Venezia. Stiamo un po’ fuori a
parlare, sarebbe meglio coprirsi un po’ di più, la
temperatura è bassa. Più tardi passa il proprietario del
campeggio per chiederci se vogliamo partecipare alla cena
che ha organizzato. Carne alla brace e altre cose più vino e
bevande a volontà per 10 euro a testa. Accettiamo, ci sono
anche i nostri vicini anzi c’è tutto il campeggio. Comincia
nuovamente a piovere, è ora di andare per la cena. Ci sono
dei tavoli preparati sotto una tettoia, il titolare ci fa
sistemare, gli italiani nella stessa tavolata e gli altri,
cioè i tedeschi, negli altri tavoli, prendiamo posto insieme
ai veneti. Siamo nel tavolo vicino al barbecue, ci sono 3
donne che si occupano della cottura di carne, spiedini,
pollo, mici (salsiccia piatta) ecc…, in tavola arrivano
bottiglioni di vino bianco e rosso, insomma c’è abbondanza.
L’atmosfera che si sta creando mette allegria nell’animo.
Piove a dirotto, dell’acqua s’infiltra dai buchi della
tettoia e ci gocciola addosso, ma non importa, l’atmosfera
creatasi per lo stare insieme a cenare e brindare, vedere
l’allegria impressa nei volti delle persone, tuoni e
fulmini e la pioggia a catinelle che fanno da cornice hanno
reso questa serata straordinariamente magica. Verso le 23 ci
ritiriamo in camper.
Camping Aurel Vlaicu – Brasov km 234
Verso le 9 lasciamo il campeggio, paghiamo 52 Lei per il
pernottamento e 96 Lei per la cena, ben spesi!!! Decidiamo
di non tornare indietro verso Hunedoara, proseguiamo quindi
per Brasov. C’era in programma una tappa a Sibiu, ma quando
arriviamo ci accorgiamo che non vale la pena fermarsi e
continuiamo per Brasov. Il viaggio è lungo, considerando le
condizioni della strada 234 km si percorrono in 5 ore. Per
pranzo ci fermiamo nel piazzale di un ristorante ma stavolta
mangiamo in camper. Lungo il tragitto ci sono parecchie
interruzioni per lavori e immancabilmente, dove si formano
rallentamenti, c’è moltissima gente che chiede l’elemosina.
Nel pomeriggio arriviamo a Brasov, passiamo per il centro
della città, sembra carina. Puntiamo verso il campeggio
“Dirste” N45,60645° E25,65487° che si trova in estrema
periferia. Sistemiamo il camper nella piazzola, il camping è
molto bello, piazzole molto spaziose e delimitate, ognuna
con la propria presa di corrente e carico acqua, fondo
erboso ben curato. Decidiamo di andare in centro, non ci
sono mezzi pubblici. Alla reception ci facciamo chiamare un
taxi, 12 Lei fino in centro città. Scendiamo nei pressi
della chiesa nera, non possiamo visitarla dall’interno
perchè è chiusa. Facciamo il giro intorno, è molto
imponente. Andiamo in piazza Sfatului, è la piazza centrale
di Brasov, la old city hall. Facciamo una passeggiata
nell’isola pedonale e continuiamo il giro per il centro, è
davvero una bella cittadina. Dopo quello che ho visto da
quando siamo entrati in Romania non mi aspettavo di vedere
una città cosi carina. Per tornare in campeggio riprendiamo
il taxi. Cinzia prepara la cena, io e Vanessa andiamo in
giro per il camping, la maggior parte dei camper sono
italiani. Ceniamo e dopo stiamo un po’ fuori a
chiacchierare, poi a nanna, domani andiamo a visitare il
castello di Dracula.
Brasov – Bran km 34
Stamattina si dorme un po’ di più, lunedì il castello apre a
mezzogiorno. Verso le 11 paghiamo il campeggio: 44 Lei, e
partiamo in direzione Bran. La giornata è ben soleggiata.
Arriviamo un po’ prima di mezzogiorno. Facciamo un giretto
per bancarelle e vedendo che si sta formando una coda troppo
lunga per i biglietti ci mettiamo in coda. Paghiamo 30 Lei e
ci inerpichiamo sulla salita che conduce al castello. Non è
eccezionalmente bello, ma ha il fascino del personaggio a
cui è appartenuto, anche se è noto a tutti o quasi che
quello è una replica del castello di Dracula originale del
quale probabilmente ci sono rimasti solo dei ruderi. Usciamo
dal castello verso le 14:30 e dobbiamo ancora mangiare.
Notiamo una bancarella dove vendono le pannocchie di
granturco bollite, ne prendiamo una a testa. Che buone, non
ne mangiavo più da quando ero ragazzino. Proseguiamo il giro
e nel mentre cerchiamo dove poter prendere qualcosa da
mangiare. In un negozietto vediamo un po’ di coda, ci
avviciniamo, fanno un dolce particolare di cui non ricordo
il nome, e sono tutti in coda per comprare. Ci mettiamo
anche noi in fila. Li preparano davanti a noi. Dopo aver
stirato la pasta col matterello ne tagliano una lunghissima
striscia che arrotolano su di un supporto di legno
semiconico. Il quale viene cosparso di zucchero e fatto
cuocere sulla brace, a cottura ultimata, a richiesta, viene
cosparso di nocciole, cocco o cioccolato il tutto finemente
tritato. Ne prendiamo 2. Davvero buoni, hanno un gusto
molto particolare e decisamente forte. Li mangiamo con
gusto.
Bran – Sinaia – Brasov km 75
Ci rechiamo in camper e partiamo in direzione Sinaia.
Vogliamo andare a vedere il castello di Peles. Si torna un
po’ indietro e poi c’è la deviazione per Sinaia. La strada
comincia a diventare molto brutta, con grosse buche e
l’asfalto dissestato. Attraversiamo tanti villaggi di rom,
sicuramente brava gente, ma l’ultima cosa al mondo che
vorrei mi capitasse in quel momento e che si fermasse il
camper in quella zona. Si sale verso la montagna, dobbiamo
attraversare un passo e poi ridiscendere fino al bivio della
strada principale Brasov-Sinaia, molto bella. Finalmente si
viaggia bene. Arriviamo a Sinaia, in una vallata
incantevole, la zona ha poco spazio e ci sono pochi
parcheggi. Ci rechiamo nel parcheggio, l’unico adatto per i
camper e un po’ distante dal castello, il parcheggiatore ci
chiede 4 Lei/ora, mentre sto manovrando per entrare nel
parcheggio si riavvicina e me ne chiede 10 Lei/ora, mi pare
un tantino esagerato e poi perché quel ripensamento? A
questo punto diventa una questione di principio e non di
prezzo gli faccio cenno che è matto e ce ne andiamo. Ci
dirigiamo verso Brasov. Considerando che sono passate le 18
e non possiamo fare molta strada decidiamo quindi di
ritornare al campeggio della notte scorsa. Infatti abbiamo
deciso di non viaggiare mai col buio vista la condizione
delle strade. Verso le 19 arriviamo a Brasov ma prima di
andare in campeggio si va al Carrefour per fare un po’ di
spesa.
Brasov – Sighisoara km 124
Verso le 8:30 lasciamo il campeggio e ci dirigiamo verso Sighisoara. Arriviamo intorno alle 10:30, parcheggiamo in
un normale parcheggio a pagamento lungo una strada in centro
e ci avviamo verso il borgo medievale. Sighsoara è la città
natale del conte Vlad Tepes detto anche conte Dracula. Il
centro storico della città è interamente circondato dalle
antiche mura, salendo i 172 gradini della scalinata dentro
le mura si arriva alla chiesa gotica da cui si gode anche un
ottimo panorama. Il borgo non è cambiato molto dal suo
aspetto medievale in questi ultimi decenni e visitandolo si
ha l’impressione di stare immersi nel passato. Molto
imponente è la torre dell’orologio che domina il borgo e
tutta la zona circostante, al suo interno è visitabile il
museo medievale e con i suoi 245 gradini si arriva sul
terrazzo della torre. Il panorama è incantevole sulla
balconata ci sono poste delle targhe riportanti distanza e
direzione delle principali capitali europee e del mondo.
Sighisoara è tra i più importanti siti monumentali d’Europa
e la stessa UNESCO l’ha riconosciuto come patrimonio
dell’Umanità. Questo borgo per fascino e per bellezza
potrebbe essere equiparato alla nostra San Marino, peccato
che è in uno stato di abbandono totale. Verso mezzogiorno
torniamo in camper e si parte, la prossima tappa è in
Ungheria.
Sighisoara – Debrecen km 360
Il tragitto è lungo e, cosiderato che dobbiamo anche
fermarci per pranzo, prevedo che arriveremo a Debrecen non
prima delle 20, salvo imprevisti. Ormai ho constatato che la
velocità media si aggira intorno ai 45 ÷ 50 km/h. Verso le
14 ci fermiamo in un ristorante lungo la strada, stavolta
oltre al piatto unico, che in genere basta e avanza,
vogliamo assaggiare la ciorba, la zuppa rumena la
quale viene servita con della panna a parte. Non male, poi
arriva il piatto, stento persino io a finire, mi sento di
aver mangiato a sazietà. Paghiamo 71 Lei e ripartiamo.
Percorriamo chilometri e chilometri di campagna incolta,
villaggi fatiscenti, la strada è molto trafficata, ci sono
parecchie salite e discese con curve e tornanti. Sembra che
qui ci sia la mania del sorpasso, macchine che mi sorpassano
in curva con rientri in corsia da mettersi le mani fra i
capelli, quelli che sorpassano in senso opposto e mi
lampeggiano perché io rallenti dato che non hanno lo spazio
per rientrare. Ma la cosa peggiore e che le stesse manovre
le fanno anche coi TIR ed inoltre ho sudato freddo in
diverse occasioni su strade strette ed in discesa col TIR a
quasi meno di un metro dal camper sempre con la freccia
inserita pronto per il sorpasso e comunque sorpasserà anche
in condizioni di visibilità precaria. Si guida con molta
tensione, anche Cinzia che non sta guidando è tesa. Non vedo
l’ora di arrivare in Ungheria. Finalmente alle 19 siamo al
confine, la differenza è evidente, la sensazione che si ha è
di ordine!!! Tutti che rispettano i limiti di velocità,
tutti che al semaforo si fermano prima della striscia
d’arresto, ma soprattutto non ci sono più tutti quei
sorpassi selvaggi. La tensione è sparita appena attraversato
il confine. Alle 20 arriviamo al Dorcas camping N47,44893°
E21,68981° una decina di chilometri prima di Debrecen. La
reception è già chiusa, c’è il guardiano che ci fa sistemare
in una piazzola a piacere. Il campeggio è immerso in una
pineta, è molto esteso e nonostante ci sia molta gente
(questo lo scopriremo all’indomani) sembra vuoto e fin
troppo tranquillo. Sono molto stanco, non tanto per aver
guidato tutto il pomeriggio ma per averlo fatto con tanta
tensione addosso. Ceniamo in camper e dopo poco si va a
letto.
Debrecen
Dopo una bella dormita sveglia alle 9. Mi reco alla
reception per eseguire la registrazione e chiedere delle
informazioni per andare in città. Vicino all’ingresso del
campeggio c’è la fermata del bus che porta a Debrecen, passa
circa ogni mezz’ora e l’ultimo che torna verso il campeggio
è alle 18:55. Decidiamo di andare in centro nel primo
pomeriggio, ci va bene l’orario delle 14:20. Questa mattina
abbiamo voglia di fare il bagno in piscina. Sono le 10,
Vanessa ed io indossiamo il costume e c’immergiamo
nell’acqua della piscina, Cinzia ne approfitta per mettere
un po’ in ordine in camper. La profondità dell’acqua della
piscina è di 1,5 metri, per cui Vanessa, che è alta 1.3 m,
non tocca, la devo sorreggere per tutto il tempo che stiamo
in acqua, la sorreggo per il mento e la sprono a nuotare, si
diverte moltissimo e comincia ad eseguire quasi
correttamente i movimenti del nuoto in stile libero.
Sguazziamo in acqua per 2 ore circa. Sono 2 ore divertenti e
di beato relax. È ora di andare, una doccia veloce e poi a
vestirci. Siamo alla fermata del bus, il sole picchia forte
e non ci sono punti in ombra, il pullman arriva con 5 minuti
di ritardo che ci sembrano interminabili. In circa 20 minuti
siamo a Debrecen. Non abbiamo pranzato visto che dopo la
piscina abbiamo fatto uno piccolo stuzzichino. Mentre
camminiamo verso il centro passiamo davanti ad un mini
self-service, ci viene un piccolo languore allo stomaco,
quanto basta per farci decidere ad entrare. È proprio vero
che l’appetito vien mangiando, avevamo detto che facevamo
solo uno spuntino ed invece abbiamo fatto un bel pranzetto
accompagnato da due birre per me e coca cola per Cinzia e
Vanessa. Il tutto per la modica cifra di Ft 2800 (11.2 €).
Arriviamo nei pressi della cattedrale, lungo la strada ci
sono molte bancarelle in legno, fino al 20 agosto è festa. I
tram che passano sono silenziosissimi e mentre io ero
intento a fotografare la c attedrale (la foto sopra) non ho
sentito che dietro di me sopraggiungeva il tram e mi sono
sporto sui binari, al che Cinzia si mette ad urlare per attirare la mia attenzione, mi giro… oh mio dio!!!! Mi vedo
il tram a distanza ravvicinata, non so se il tram avrebbe
fatto in tempo a fermarsi se non mi fossi spostato. Comunque
fortunatamente sono qua e sto scrivendo. Proseguiamo il
nostro giro per il centro guardando spesso all’insù per
osservare i numerosi palazzi pieni di decorazioni ed alcuni
di essi con delle tinte molto vivaci che infondono un senso
di serenità ed allegria. Facciamo degli acquisti e poi ci
avviciniamo verso il capolinea del bus che per un soffio
riusciamo a prendere quello delle 17:30, se non ce
l’avessimo fatta avremmo dovuto aspettare fino alle 18:55.
Arriviamo in campeggio verso le 18, facciamo la doccia e poi
ci mettiamo a parlare con i nostri vicini di piazzola, sono
marito e moglie olandesi che campeggiano qui da una
settimana in tenda. Stanno per andare a mangiare al
ristorante del campeggio, chiedo loro informazioni in
merito, dicono che si mangia bene e costa poco. Bene,
decidiamo di andarci anche noi. Ci eravamo ripromesso che
dopo l’esperienza di Timisoara non saremmo più andati a
mangiare presso i ristoranti dei campeggi. Ottima scelta,
cibo abbondante e buono doppia birra e coca cola per 5050 Ft.
(20 € circa). Torniamo in camper e ci ritroviamo con gli
olandesi, ci sediamo attorno al tavolo davanti alla loro
tenda. Parliamo molto fino a tarda sera, parlano molto bene
l’inglese. Lungo la serata gli proponiamo di assaggiare il
caffè italiano, accettano volentieri. Cinzia prepara il
caffè, lo gradiscono molto. Più tardi Vanessa vuole
preparare un latte e menta chiediamo se vogliono berlo anche
loro, beh lo vogliono assaggiare perché non conoscono questa
bevanda. Anche in questo caso è di loro gradimento. Dopo la
mezzanotte ci salutiamo domani mattina dobbiamo partire
presto.
Debrecen – Holloko km 226
Paghiamo il campeggio, 8910 Ft e, verso le 9 partiamo in
direzione Holloko. Facciamo circa 30 chilometri di statale
prima di imboccare l’autostrada e poi di nuovo strada
normale, per altri 30 chilometri circa. La strada è tutta
bella, e molto scorrevole. Verso mezzogiorno siamo ad
Holloko N47,99733° E19,59212°. Parcheggiamo in un grande
parcheggio in pendenza a 500 Ft/giorno. Li vicino c’è una
specie di bar/pub e prendiamo un hot-dog a testa e una
birra, quanto basta per far stare buono lo stomaco per
un’oretta. Iniziamo a visitare il villaggio. È un villaggio
molto caratteristico e gode del
privilegio di figurare sulla lista del patrimonio mondiale
stilata dall'UNESCO come primo villaggio. È un piccolo paese
tra i monti di Cserhat che ha conservato in modo particolare
la sua struttura medievale. Il centro formato da 58 edifici,
un vero e proprio museo all'aperto e la chiesa dalle pareti
bianche, restaurata in forma originale dopo l'incendio del
1909, non sono assolutamente cambiati. Girovaghiamo per
questo incantevole villaggio dove sembra che il tempo si sia
fermato. Belle le lavorazioni artigianali eseguite dagli
abitanti del luogo. Acquistiamo un’aquila in legno
intarsiato che costa davvero poco, 1700 Ft. Abbiamo fame,
entriamo in uno dei 3 ristoranti che abbiamo incontrato,
naturalmente in una delle bianche casette. Ognuno di noi
prende un piatto diverso, carne preparata in diversi modi e,
sempre deliziosa, con almeno due o tre contorni, porzioni
abbondanti che persino io faccio fatica a portare a termine,
birra e coca. Il tutto per 4400 Ft. Facciamo ancora un giro
per smaltire il senso di pesantezza e poi partiamo alla
volta di Godollo.
Holloko – Godollo km 72
Arriviamo a Godollo dopo circa un’oretta. Vogliamo visitare
il palazzo dove la principessa Sissy trascorreva le vacanze
estive. Ci passo davanti col camper quindi ritorno indietro
per un parcheggio che avevo visto leggermente prima del
palazzo. N47,59906° E19,35071° ci sono altri due camper,
parcheggiamo e ci rechiamo al palazzo di Sissy attraversando
un piccolo parco. Naturalmente, come tutte le cose di
influenza austriaca, è maestoso. Visitiamo l’interno e poi
andiamo a fare una passeggiata nel parco che si trova nella
parte posteriore del palazzo. Ci sediamo all’ombra di un
pino e facciamo conoscenza con altri italiani. Intorno alle
17 partiamo per Budapest.
Godollo – Budapest km 33
Inserisco come destinazione sul navigatore il camping Haller
N47,47599° E19,08278° che mi sembra quello più in centro
città. Arriviamo verso le 17:30, il campeggio è piccolo ed è
anche pieno, il tipo della reception verifica se ci può
trovare una sistemazione, ci trova un posto. Il passaggio è
stretto, con molta attenzione parcheggio il camper e diamo
uno sguardo in giro per il campeggio. È il campeggio
peggiore che abbiamo visto fino ad oggi. I camper vengono
sistemati nel passaggio e addirittura sul tombino dello
scarico, i bagni sono sporchi. Potessero mettere i camper
sopra gli alberi pur di guadagnare lo farebbero. Avevamo
preventivato di passare minimo 3 notti li per poter avere 2
giorni pieni per visitare la città, ma viste le condizioni
del camping ho detto a Cinzia che dobbiamo farcela in un
giorno, non mi va di restare troppo in quello schifo.
Budapest
Ci alziamo presto per poter andare via entro le 9. Prendiamo
la metropolitana M3 che si trova a circa 500 m dal camping
per poi prendere la M2 per andare a visitare il centro di
Buda, ovvero la parte ad ovest del Danubio.
La principale attrazione di Buda è
il Varhegy, il quartiere della fortezza che domina la città. Entriamo dentro le mura del
Varhegy dalla porta nord. Arriviamo ai Bastioni dei
Pescatori, luogo in cui nel medioevo la corporazione dei
pescatori s’incaricò di difendere la città. Questo
pittoresco complesso è costituito da sette candide torri,
una duplice scalinata, balaustre e vari camminamenti. Da qui
si gode un magnifico panorama sul Danubio e sulla città di
Pest con vista in primo piano del maestoso Palazzo del
Parlamento. L’edificio sacro più imponente della città è la
chiesa di Mattia che si trova al centro dell’ampia piazza
Szentharomsag che conduce ai Bastioni dei Pescatori. Una
fiancata ed il campanile sono completamente coperti per
ristrutturazione, questo non ci permette di ammirare questo
capolavoro di architettura neogotica nella sua completa
bellezza. Verso mezzogiorno ci fermiamo in un bar a mangiare
per poi riprendere il giro un’ora dopo. C’è tanto da vedere.
Posto sul lato meridionale del
Varhegy c’è il Castello Reale. Un vastissimo ed articolato
palazzo della metà del ‘300 strutturato in due ali
simmetriche e colonnati con cupola centrale che guarda al
Danubio ed è lungo ben 300 m. nel suo vastissimo cortile ci
sono decine di bancarelle che vendono souvenir, Vanessa
vuole comprare un fischietto ad acqua, siccome fa molto
caldo è cosa gradita se mentre fischia ci spruzza un po’
d’acqua addosso ma dopo un po’ le cade l’acqua dal
fischietto e…. meglio così quel fischio continuo cominciava
ad infastidire. Abbandoniamo il Varhegy per scendere in riva
al Danubio, ci piacerebbe attraversare il fiume dal ponte
delle catene. Quando arriviamo all’inizio del ponte la
polizia lo chiude momentaneamente, per un pelo non siamo
riusciti a passare. Questo significa andare dall’altro
ponte, 2 km circa, oppure prendere la metropolitana,
comunque 1,5 km a piedi. Optiamo per la seconda ipotesi,
considerato che vogliamo spostarci al Varosliget (parco
civico). Prendiamo la M2 e poi la M1 fino al capolinea.
Usciamo dalla stazione proprio di fronte ai bellissimi Bagni
Szechenyi, dall’ampia e caratteristica cupola neobarocca,
credo siano le terme più famose in Europa. Il Varosliget
ospita monumenti architettonici di straordinaria bellezza
tra cui spicca il famoso Castello Vajdahunyad, complesso
architettonico del 1904 composto da 21 edifici. Con la
metropolitana, M1 e poi M2 torniamo indietro, ci fermiamo al
Palazzo del Parlamento, la piazza frontale è vastissima
ed
il Palazzo del Parlamento è maestoso anche se la vista dalla
sponda opposta del Danubio è di una grandiosità
impareggiabile. Prendiamo il tram N° 2 per fare il percorso
lungo il Danubio, ma il tratto è breve a causa dei lavori
sulla tranviaria. Comunque è stato sufficiente per poter
vedere i principali monumenti lungo la riva del fiume. Nel
tragitto di ritorno scendiamo alla fermata vicino al Ponte
delle Catene. Adesso è aperto e possiamo percorrerlo. Il
sole sta tramontando, io comincio ad aumentare l’andatura
per fare delle foto al Palazzo del Parlamento con la calda
luce del tramonto. Peccato per l’impalcatura che si trova
sull’ala destra del palazzo, è destino che i monumenti più
belli della città non possiamo ammirarli nella loro piena
magnificenza. Con più c alma arrivano Cinzia e Vanessa,
facciamo una passeggiata lungo il Danubio e poi cerchiamo un
posto dove mangiare. Ci piacerebbe mangiare il goulash
tipico piatto ungherese, Gulyás o più precisamente
Gulyás-leves che letteralmente significa “zuppa del
mandriano”. Troviamo un ristorantino leggermente
all’interno del lungo fiume, ordiniamo goulash e birra. Una
pietanza davvero squisita e molto sostanziosa, la mangiamo
con gusto; che bontà!! A differenza delle cifre che abbiamo
pagato fino ad ora il conto è un po’ più salato. 52 euro in
tre, comunque ce l’aspettavamo, è normale che in una città
turistica come Budapest i prezzi siano più alti che nel
resto del paese. Ancora un breve giretto e, visto che la
stanchezza comincia a farsi sentire, torniamo in campeggio.
Nel frattempo arriva anche una leggera pioggerellina che
cessa poco prima che arriviamo al camping. Si va presto a
nanna, siamo molto stanchi, oggi è stato un tour de force.
Budapest – Esztergom km 80
Abbiamo dormito profondamente questa notte. Ci alziamo dopo
le 8 e, dopo aver eseguito le operazioni di carico e
scarico, per le 9 siamo pronti a partire. Non vedo l’ora di
lasciare questo campeggio. Però mi dispiace per aver
dedicato un solo giorno alla città di Budapest, necessita e
merita più tempo per essere visitata ed ammirata. Siamo
diretti ad Esztergom,
sede tradizionale
dell'arcivescovato cattolico in cui ha sede il primate
d'Ungheria. Costeggiamo la riva destra del Danubio. Nei
pressi di Szentendre dobbiamo attraversare il fiume per ben
due volte col camper su una chiatta. Un’esperienza che non
avevamo ancora fatto. Lungo il percorso ci fermiamo in un
piazzale in riva al Danubio dove c’è un bar ristorante.
Facciamo colazione a base di torta e caffè e paghiamo molto
poco, 800 Ft. Facciamo una passeggiata in riva al fiume, la
spiaggetta fa venire in mente il mare e Vanessa si mette a
cercare conchiglie, io le dico che non si trovano conchiglie
nei fiumi e manco farlo apposta ne trova tantissime.
Arriviamo a Esztergom verso le 11:30, già in
lontananza si nota l’imponente Basilica della città.
Parcheggiamo sotto la chiesa, N47,79979° E18,74039°.
C’incamminiamo verso la salita sulla cui sommità si erge
solenne la Basilica in stile neoclassico ottocentesco,
eretta sul Monte del Castello. Da qui si gode un ottimo
panorama sul Danubio. Visitiamo la chiesa e poi partiamo in
direzione Fertod.
Esztergom – Fertod km 168
Sono le 12:30 quando lasciamo il parcheggio di
Esztergom. Impongo al
navigatore di farmi fare la strada che costeggia il Danubio,
fin quando possibile. Il paesaggio è molto bello, tanto
verde e ben curato e poi col Danubio sempre alla nostra
destra è ancora più affascinante. Proseguiamo nella speranza
di trovare un locale come quello di stamattina dove poter
mangiare, ma il tempo scorre, i chilometri percorsi
aumentano e nulla del genere si vede lungo la strada. Sono
quasi le 14 quando dobbiamo lasciare la strada che costeggia
il fiume, ci dobbiamo immettere in una superstrada, abbiamo
fame, ma subito dopo una curva vediamo uno sterrato enorme
con una piccola casetta tutta in legno in fondo al piazzale,
sembra una baita. C’è un’insegna all’ingresso della casetta,
non so cosa ci sia scritto ma s’intuisce. Ci fermiamo, è un
ristorante. Si mangia. Il locale è molto caratteristico,
tutto in legno massiccio, le pareti esterne sono fatte con
dei tronchi, veri, disposti l’uno sull’altro, tavoli e sedie
anch’essi in legno massiccio, tutto rigorosamente rustico.
Le cameriere sono tre ragazze giovanissime e non parlano una
parola d’inglese e tanto meno d’italiano. Ci sediamo e
ordiniamo subito da bere, Cinzia e Vanessa prendono la
solita coca cola, io normalmente quando devo guidare bevo
solo acqua, chiedo dell’acqua, in inglese naturalmente, ma
la cameriera non capisce, le scandisco la parola “water” ma
niente da fare, le faccio vedere il rubinetto dietro al
banco e lei mi guarda sbigottita, beh, ci rinuncio, bevo
coca cola. Ci portano il menù e tra le tante voci ungheresi,
ci sono molti piatti italiani, che strano. Non ho nessuna
intenzione di chiedere spiegazioni sui piatti ungheresi,
vista la totale incomprensione che c’è stata precedentemente
per avere dell’acqua, quindi incrociamo le dita e tutti e
tre prendiamo un piatto di spaghetti alla carbonara.
arrivano dei piatti fumanti e abbondanti, assaggiamo e con
stupore diciamo: che buoni!! Gli spaghetti erano al dente,
la carbonara fatta a regola d’arte. Li mangiamo con voglia,
era tanto tempo che non si mangiava della pasta. Siamo molto
sazi, le porzioni erano ultra abbondanti. Molto
probabilmente ci sarà un cuoco italiano oppure sarà stato in
Italia, chissà; rimaniamo col dubbio, paghiamo 14 euro e ce
ne andiamo. Verso le 17:30 arriviamo a Fertod, che si trova
al confine con l’Austria, pochi chilometri a sud del lago
Neusiedl. Parcheggiamo vicino al famoso Castello di
Esterházy, costruito nel 1760 dal principe Nikolaus
Esterházy. È un magnifico esempio di casa in stile barocco,
noto anche come la Versailles ungherese. N47,62170°
E16,87040°. Possiamo visitare solo l’esterno, l’ultima
visita guidata all’interno del palazzo è alle 17. Giriamo
all’interno della corte d’ingresso, poi ci dirigiamo dietro
al palazzo dove vi è un vastissimo giardino con dei disegni
rigorosamente simmetrici rispetto all’asse centrale del
palazzo. Gli alberi sono tutti tosati con la stessa
geometria e disposti in filari che delineano e rafforzano le
figure simmetriche del manto erboso. Siamo rimasti molto
appagati da questo luogo. Sul navigatore ho 3 campeggi nelle
vicinanze di cui 2 vicini tra loro. Inserisco come
destinazione il Termal Kemping a Hegyko N47,62111°
E16,78650°. Sono le 19:30, soddisfatti ci dirigiamo verso il
campeggio. Dal nome pensiamo ad un campeggio con piscina e
terme, arriviamo e ci sistemiamo in una piazzola, c’è spazio
a volontà. Vanessa ed io andiamo alla reception per la
registrazione e a chiedere informazioni in merito alla
piscina e alle terme. Avevamo intenzione di passare tutta la
giornata di domani all’insegna del relax. Ma ahimè, nel
camping non c’è assolutamente nulla. C’è un complesso
termale nelle vicinanze e naturalmente nulla a che vedere
col campeggio. A questo punto cambiamo programma, domani si
parte alla volta della Repubblica Ceca.
Fertod – Lednice km 169
Verso le 8:30 paghiamo il campeggio, 3300 Ft, (13,2 euro) e
partiamo in direzione Lednice, il primo paese in itinerario
della Repubblica Ceca. Appena mezz’ora di viaggio e siamo in
Austria. Il percorso è tutto su strada statale fino a poco
prima del confine con la Slovacchia. Attraversiamo villaggi
e paesini bellissimi, curati e con tutte le aiuole in fiore.
Attraversiamo una zona piena di generatori eolici, sono
centinaia e centinaia. Con la nuova autostrada percorriamo
gli ultimi chilometri dell’Austria per poi arrivare a
Bratislava e proseguire in direzione Brno. Eccoci alla
frontiera con la Repubblica Ceca. Ci fermiamo per acquistare
la vignette, un mese 14 €, e cambiare 50 euro in corone
ceche. Il cambio non è per nulla conveniente, per 1 € ci
danno 25 Czk mentre il cambio ufficiale è 1 € - 28 Czk; ci
abbiamo rimesso circa 5 €. In tarda mattinata arriviamo a
Lednice, c’è un grande parcheggio a destra del castello
N48,80221° E16,80187°. Entriamo nel complesso del castello.
Il castello si trova in una vasta area naturale dove in
origine vi sorgeva un’antica fortezza gotica, già nota nel
1200, regalata alla famiglia Lichtenštejn che vi
risiedettero fino alla fine della seconda guerra mondiale.
Nel XVI secolo la fortezza fu modificata in castello
rinascimentale e alla fine del XVII secolo in stile barocco.
L´immagine odierna è data dalla ricostruzione neogotica
degli anni 1846-1858. Il castello è molto esteso e ancor di
più lo è il parco inglese dove sono state realizzate tante
costruzioni romantiche, come per esempio la cattedrale di
Apollo o la cattedrale delle tre Grazie. Dopo un’oretta ci
rechiamo verso il parcheggio e, sempre nel complesso del
castello, vediamo che c’è un’esposizione di animali.
Entriamo, ignari che bisogna pagare un biglietto visto che
non c’è nessuno all’ingresso, e ci guardiamo attentamente
con calma l’esposizione. Ci sono prevalentemente serpenti e
ragni di tutte le specie. Quando siamo usciti ci siamo resi
conto che c’è un ticket da pagare infatti nel mentre era
tornato l’addetto.
Lednice – Petrov km 46
Partiamo per Petrov. A chi piace il vino non può rinunciare
a questa tappa. È ora di pranzo, lungo la strada vediamo un
motorest, c’è un grande parcheggio e tanti TIR, buon segno!!
Ci fermiamo!! Il menù è solo in lingua ceca, non capiamo
nulla, la cameriera che non parla inglese ma molto sveglia,
vedendoci in difficoltà sulla scelta ci ha fatto capire che
pensa a tutto lei. Ci porta un piatto con della carne di
pollo, patatine e altri contorni. Ci ha consigliato bene, le
ho fatto i complimenti per il suggerimento tanto abbiamo
mangiato bene. Il conto è naturalmente il linea con i
precedenti, intorno ai 15 euro. Nel primo pomeriggio siamo a
Petrov. Siamo arrivati fin qui per visitare le cantine
caratteristiche di questo villaggio. Non c’è un parcheggio,
ma non essendoci grande afflusso ci si può sistemare lungo
le stradine. Noi abbiamo parcheggiato il camper di fianco al
campo sportivo. N48,87879° E17,27279°. C’inoltriamo
all’interno per le vie delle cantine le quali hanno delle
facciate bianco candido e zoccolatura blu con disegni
floreali esse sono disposte lateralmente alle piccole viuzze
come tante casette. Sembra un piccolo e caratteristico
villaggio. Arrivati in cima ad un vialetto troviamo una
coppia di giovani davanti all’uscio di una cantina e
sbirciando all’interno abbiamo notato parecchie persone, mi
rivolgo a loro chiedendo se è possibile visitarla. Costoro,
che credo siano dei parenti del contadino, vanno dentro a
chiedere, esce la ragazza dicendomi che è solo un ritrovo
privato ed il contadino non vende il vino. Mentre ci
allontaniamo la ragazza esce nuovamente e ci richiama. Ci
invita ad entrare. Le cantine sono scavate nella terra ed in
profondità rispetto al suolo, infatti ci sono diversi
gradini per scendere. C’è tanta gente, salutiamo anche se
nessuno ci capisce ed il contadino cordialmente ci accoglie
all’interno. Ci porta nella camera adiacente piena di botti.
Qui comincia a tirar fuori bicchieri e bottiglie e ci fa
degustare diversi tipi di vino bianco. Dopo 2 bicchieri io
sono costretto a rinunciare, considerando che dopo dovrò
mettermi alla guida, ma il contadino insiste, lascio
continuare solo Cinzia. Il vino è buonissimo ed inoltre il
contesto in cui siamo rende ancor più affascinante questo
momento e ancor più buono questo vino. Ringraziamo per la
gentile accoglienza ed ospitalità, salutiamo ed usciamo.
Facciamo ancora un giretto per queste caratteristiche viuzze
e notiamo un’altra cantina aperta, sbirciamo dentro ed una
anziana signora che è seduta davanti la porta c’invita ad
entrare. All’interno c’è il contadino, probabilmente il
marito della signora, che ci porta anch’egli nella zona
delle botti. Ci fa assaggiare due tipi di vino e del mosto
di vino bianco. Chiediamo se ce ne può vendere un po’ e ci
prepara le bottiglie da riempire. Ne prendiamo 3 da 0.75l
del primo vino assaggiato e 1,5 litri di mosto. Ci chiede 9
€, gliene do 10, salutiamo e ringraziamo e ci rechiamo in
camper. Preciso che, a parte i giovani incontrati nella
precedente cantina che parlavano un po’ in inglese, non ci
capivamo verbalmente ma ci si capiva comunque.
Petrov – Bouzov km 153
Spero di aver smaltito il vino che ho assaggiato, è il
momento di ripartire, si parte in direzione Bouzov.
L’intento è visitare il castello di Bouzov. Castello gotico
del XIV secolo, ricostruito in stile romanico all’inizio del
XIX e XX secolo. Siamo consapevoli che per questo pomeriggio
arriveremo tardi ed il castello sarà chiuso. Speriamo sia
aperto domani, purtroppo avevamo letto in internet che la
maggior parte dei castelli è chiuso il lunedì. Si va
comunque. Percorriamo parecchia statale e poi parecchie
strade secondarie. Si sale e si scende di parecchie
centinaia di metri. Per lunghissimi tratti sulla strada
siamo da soli, colpa o merito del navigatore, per una volta
che non controllo l’itinerario decide di farci passare per
le scorciatoie. Comunque se avessimo seguito la segnaletica
non avremmo sicuramente visto paesaggi incantevoli come
quelli che abbiamo attraversato. Dopo 80 km circa di
stradine arriviamo a prendere l’autostrada. Nell’ultimo
tratto ci sono ancora stradine. Arriviamo a Bouzov alle
18:00. Dal parcheggio, N49,70039° E16,89051°, ci avviamo
verso il castello che naturalmente è già chiuso, facciamo un
giro nel parco fitto di alberi secolari e arrivati davanti
all’ingresso cerchiamo di leggere degli avvisi affissi in
una bacheca, purtroppo sono scritti solo in ceco. Dopo pochi
minuti dal castello escono dei giovani ragazzi in costume e
chiedo loro gli orari di apertura. Brutta notizia, come
supponevamo domani il castello sarà chiuso.
Bouzov – Autokemp Preherada km 43
Dopo una breve passeggiata nel parco torniamo in camper.
Partiamo seguendo come direttrice Brno, ma data l’ora, circa
le 20, dobbiamo cercare un posto dove dormire prima di Brno
perché ci sono circa 100 chilometri per raggiungerla. Il
campeggio più vicino tra quelli che avevo caricato sul
navigatore è comunque distante, chiedo a Cinzia di
controllare sulla cartina dei camping della Repubblica Ceca
se ce n’è qualcuno vicino alla zona in cui ci troviamo,
individua l’Auotokemp Prehrada a Mostkovice. È già buio. Un
po’ più a sud di Olomouc lasciamo l’autostrada e seguiamo
per Mostkovice. Arrivati a Mostkovice lasciamo la strada
principale per seguire l’indicazione per il camping, la
strada diventa stretta ed arrivati ad un bivio mi fermo, non
ci sono più indicazioni, che facciamo?? Stiamo un po’ li
per capire se fare testa o croce per scegliere la strada da
seguire oppure tornare indietro. Nel mentre arriva un
signore in macchina e si ferma di fianco al camper, ci
chiede se dobbiamo andare al camping, naturalmente parla
solo in ceco ma ci capiamo lo stesso, gli dico di si e mi fa
cenno di seguirlo. Prende la stradina di sinistra, quella
che avrei scartato se avessi dovuto scegliere di proseguire;
la stradina s’inerpica e conduce fuori dal paese per
immergersi in mezzo ad un fittissimo bosco. Ci viene il
dubbio, ma siamo sicuri che è meglio seguirlo? E se
fosse……??? Comunque proseguiamo. Ad un certo punto arresta
l’auto davanti al camper e viene verso di noi, abbasso il
finestrino e ci chiede in quale camping vogliamo andare,
infatti dalla cartina ci risultano due camping in zona, non
è importante gli rispondo. Fiuu, un respiro di sollievo.
Continuiamo a seguirlo, la strada diventa sempre più brutta,
ci conduce fino davanti il cancello del camping. Lo
ringraziamo e lo salutiamo. È stato molto gentile e noi per
un momento abbiamo dubitato. Alla reception ci dicono di
sistemarci dove vogliamo. Il terreno è tutto in forte
pendenza, troviamo un angolino quasi in piano e ci
piazziamo. N49,46734° E17,04106°. Il campeggio è abbastanza
deserto, Cinzia prepara velocemente la cena, mangiamo,
giochiamo un po’ a carte e poi a dormire.
Autokemp Preherada – Brno km 68
Verso le 9 paghiamo il campeggio, 8 euro, anche se non ho
voluto l’allacciamento elettrico mi pare un po’ pochino.
Partiamo, siamo diretti a Brno, la seconda città della
Repubblica Ceca dopo Praga. Arriviamo a Brno per le 10, dopo
aver girato per il centro per cercare un parcheggio, ci
allontaniamo e troviamo il supermercato Interspar con un
grande parcheggio e non molto distante dal centro, 1 km
circa. N49,19926° E16,62734°. Parcheggiamo il camper e
c’incamminiamo verso il centro. Arrivando dalla via Cejl
vediamo per primo il teatro di Mahen, Mahenovo Divadlo,
eccezionale costruzione del rinascimento moderno, sembra
sia stato il primo teatro europeo illuminato a corrente
elettrica. Percorrendo le vie del centro camminiamo quasi
sempre col naso all’insù per ammirare i bellissimi edifici
in stile liberty. Non immaginavo affatto che Brno fosse una
città così attraente. Ci avviamo verso la collina Petrov da
dove domina la cattedrale gotica dei santi Pietro e Paolo,
probabilmente la chiesa più antica di Brno. Visitiamo
l’interno e poi saliamo sulla torre dalla cui balconata si
può ammirare il panorama della città. Per andare da un lato
all’altro della balconata si deve passare sotto le grosse
campane, fortunatamente sono già passate le 11. Si, perché
le campane del colle Petrov suonano mezzogiorno già alle ore
11:00. Secondo la tradizione, all´epoca dell´assedio di Brno
da parte degli Svedesi nel 1645, il generale Torstenson
decise di terminare l´assedio se non fosse riuscito a
conquistare la città entro mezzogiorno del giorno
successivo. I cittadini di Brno lo vennero a sapere e
suonarono mezzogiorno un´ora prima, e in questo modo
salvarono la città. Quando scendiamo dalla torre ci
allontaniamo dal colle e cerchiamo un posto dove poter
mangiare. Mangiamo in un pub, io e Vanessa prendiamo del
pollo con i contorni vari, coca cola per Vanessa e due
boccali di birra per me. Cinzia si è fatta consigliare dal
cameriere una specialità del luogo. Le arriva pane impanato
fritto con un fortissimo sapore di aglio, ma non l’aglio
della nostra bruschetta, perché sarebbe stato buono, ma
aglio cotto insieme al pane, dal sapore disgustoso. La
porzione naturalmente è abbondante. Cinzia appena l’assaggia
lascia tutto nel piatto e spizzica un po’ di patatine nel
piatto di Vanessa. Il cameriere vedendo che ha lasciato
tutto nel piatto le chiede come mai, Cinzia per non essere
scortese risponde che ha poca fame. Bene, dice il cameriere,
le prendo un contenitore così se lo può portare via, è un
peccato pagarlo e lasciarlo qui. A quel punto io scoppio a
ridere, quando ritorna il cameriere mi devo trattenere ma
non ce la faccio e faccio finta di scherzare con Vanessa per
mascherare la situazione. Paghiamo 25 euro e ce ne andiamo
col nostro contenitore lasciando la scia al sapore di aglio.
Al primo cestino della spazzatura depositiamo la specialità
succulenta, naturalmente dopo aver girato l’angolo.
Continuando a ridere raccomando a Cinzia di nasconderlo bene
sotto altre cose, pensa se il cameriere passa di qua e butta
qualcosa proprio in questo cestino, riconoscerà il
contenitore e cosa penserà di noi dopo essere stato così
gentile nei nostri confronti?? Adesso che non abbiamo più la
scia d’aglio al seguito ci dirigiamo verso la piazza della
libertà, Namesti Svobody, da dove si dipartono le
principali strade che a raggiera attraversano tutta la
città. La piazza della Libertà è una delle piazze più
importanti del centro storico di Brno. Nel passato veniva
chiamata Piazza bassa e nel medioevo era circondata dai
palazzi dei borghesi di Brno e dei nobili moravi che vi
costruirono residenze per soggiornare nella città. Nel
centro della piazza si erge la colonna della peste del XVII
secolo. Sono le 15:30, dopo aver ammirato questa bellissima
piazza ritorniamo verso il camper. Visto che siamo in un
supermercato ne approfittiamo per fare un po’ di spesa prima
di partire per Telc.
Brno – Telc
km 121
Pochi chilometri d’autostrada e poi proseguiamo su strada
statale. Il cielo si sta coprendo di nuvole, in poco più di
due ore arriviamo a Telc. Comincia ad esserci una leggera
pioggerellina ed il cielo sta diventando sempre più cupo.
Arriviamo in un parcheggio a pagamento, N49,18677°
E15,44932°, molto vicino al centro. Entriamo nel centro
storico e siamo sulla piazza. Stupenda!! la piazza con un
complesso unico di case storiche in stile rinascimentale e
barocco. Telc, chiamata la Venezia Moraviana, è la vera
perla del sud Moravia. Peccato che il tempo sia così cupo
oggi, i colori sgargianti delle facciate delle case
avrebbero reso molto di più con una giornata soleggiata. In
ogni caso passeggiamo un po’ per la piazza fino a quando
siamo costretti a rintanarci in un locale per la pioggia che
sta aumentando d’intensità. Ne approfittiamo per prendere
una cioccolata calda ed una fetta di torta. Sono passate da
poco le 18, i negozi stanno per chiudere, ne cerchiamo in
fretta uno dove acquistare delle cartoline e poi ci
ritiriamo in camper.
Telc – Camp Velkoparezity km 8
Il tempo è peggiorato, il cielo è tenebroso. Sul navigatore
non ho campeggi nelle vicinanze di Telc pertanto ne
cerchiamo qualcuno sulla cartina, non ho voglia di fare
tanta strada con questo tempo. Troviamo il Camp
Velkoparezity a 8 km da qui, N49,22909° E15,38457°. La
strada non è larga ma è percorribile tranquillamente.
Arriviamo al camping, la stradina d’ingresso è un po’ in
discesa, ma fortunatamente le piazzole sono in piano.
Facciamo un giro d’ispezione per capire dove sono collocati
i vari servizi e vediamo che davanti a diversi bungalow la
gente accende dei fuocherelli, Vanessa chiede se possiamo
accendere il fuoco anche noi, e perché no; ci mettiamo
quindi alla ricerca di legna e ramoscelli ma recuperiamo
molto poco però quel tanto che basta per accendere un
piccolo fuocherello. Prima ceniamo e poi accendiamo il
fuoco, adesso che è buio è ancora più bello. Stiamo una
mezz’oretta attorno al fuoco prima che si spenga, poi
copriamo la brace con la terra e andiamo a dormire.
Camp Velkoparezity – Pelhrimov km 33
Quando ci svegliamo con grande sorpresa vediamo che è una
bellissima giornata, però la temperatura è bassa, non so a
che altitudine siamo sicuramente non bassa. Faccio carico e
scarico e partiamo alla volta di Pelhrimov. In meno di
un’ora arriviamo e troviamo subito un piccolo parcheggio
vicinissimo al centro. N49,42940° E15,22559°. Ci
addentriamo nel centro storico e giungiamo nella piazza
principale della città. Il cielo è di un azzurro intenso e i
colori smaglianti delle case rinascimentali di Masarykovo
Namesti risaltano egregiamente. La fondazione della città
risale al XIII secolo ed é collegata al vescovo Pelhřim
(vescovo Pellegrino). Entriamo in una pasticceria
panetteria, prendiamo un cappuccino, niente male, con delle
tortine. E poi, prima di rimetterci in marcia, ammiriamo
ancora un poco questa piazza incantevole.
Pelrhimov – Kutna Hora km
76
Partiamo in direzione Kutna Hora. Percorriamo solamente
strade di campagna e ogni tanto facciamo capolino sulla
strada principale, è il navigatore che ci fa percorrere
queste strade ma sono contento perché vediamo dei paesaggi
che altrimenti non avremmo visto ed inoltre essendo strade
un po’ più strette ma con asfalto impeccabile sono poco
trafficate, anzi, quasi isolate. Arriviamo a Kutna Hora a
ora di pranzo, avevo impostato come destinazione la
cattedrale di Santa Barbara, ma nei dintorni non c’è
parcheggio. Andiamo ancora avanti fino a quando giungiamo in
un grande parcheggio libero. N49,95230° E15,26890°. Ci
mettiamo in cammino verso la cattedrale ma prima pensiamo a
mangiare quando sulla Jiriho Z Podebrad vediamo un
ristorante che ci attira, entriamo. Il cibo è ottimo e
abbondante ed altrettanto la birra, paghiamo circa 20 euro.
Proseguiamo nel nostro tragitto ed il tempo continua a fare
i capricci, infatti il cielo si sta annuvolando e si sentono
tuoni abbastanza forti. Giungiamo alla cattedrale di Santa
Barbara, patrona dei minatori, risalente al 1300. Infatti la
storia di Kutná Hora è strettamente legata a quella della
vicina miniera d’argento, i cui profitti, durante il
medioevo, permisero alla Corona Boema di conoscere un
periodo di prosperità e ricchezza, rendendo Kutná Hora la
più importante città dei paesi Boemi. Per questo Kutna Hora
è denominata anche la città d’argento. Dopo aver visitato la
cattedrale percorriamo le vie del centro cittadino che ci
offre un bellissimo scenario con le facciate coloratissime
delle sue case. Purtroppo dobbiamo aumentare l’andatura se
vogliamo evitare una forte lavata, comincia a piovere e
abbiamo un po’ di strada da fare per arrivare al camper.
Raggiungiamo appena in tempo il camper e arriva subito un
forte acquazzone.
Kutna Hora – Praga
km 80
Partiamo per la tanto attesa Praga. La pioggia è molto
fitta, con la massima velocità dei tergicristallo non riesco
a vedere bene la strada. Percorriamo la statale fino a Kolin
e poi prendiamo l’autostrada. Man mano che andiamo avanti il
tempo migliora, fino a trovare nuovamente il sole che si
alterna alle nuvole. Giunti nei pressi di Praga il tempo è
del tutto migliorato. Ci rechiamo nella zona Trojska, c’è un
campeggio dietro l’altro, purtroppo sono quasi tutti pieni,
in realtà sono cortili di alcune villette che sono stati
trasformati in campeggi. Troviamo posto nell’ultimo
campeggio della via, che è anche il più grande, il Sokol
Troja N50,11676° E14,42346°. Sono le 18:30 quando finiamo di
sistemare il camper, per oggi non si va in centro, ci
riposiamo e ci pensiamo domani mattina.
Praga
Ci alziamo con calma; alla
reception compriamo i biglietti dei mezzi pubblici per tre
giorni. Andiamo in un minimarket vicino al camping per
comprare un minimo di provviste e prendiamo anche dei panini
da mangiare a mezzogiorno prima di recarci in centro.
Tornati in camper mangiamo i panini acquistati poc’anzi e
usciamo. Vicino al camping c’è la fermata del bus 112 che fa
capolinea nella stazione della metropolitana Nadrazi
Holesovice della linea C o rossa. Prendiamo il pullman e poi
la metropolitana, alla stazione Muzeum prendiamo la linea A
o verde per poi scendere alla stazione di Malostranska,
preferisco far vedere a Cinzia e Vanessa per primo il Ponte
Carlo, Karluv Most, é un ponte in pietra in stile
gotico che collega la Cittá Vecchia a Malá Strana. Sul Ponte
Carlo si respira un’atmosfera surreale, è costantemente
affollato di gente a qualsiasi ora del giorno su entrambe i
lati si piazzano molti artisti da strada, dal pittore al
musicista, dal disegnatore al giocoliere ecc.. Alle sue
estremità ci sono le due
torri, la Malostranska vez sul lato
di Mala Strana e la Staromestska vez sul lato della Cittá
Vecchia, porta gotica tra le più belle d’Europa. Su entrambe
i lati del Ponte Carlo sono collocate delle statue barocche.
La statua più nota é probabilmente quella di San Giovanni
Nepomuceno, un martire ceco che fu giustiziato durante il
regno di Venceslao IV venendo gettato nella Moldava dal
ponte. La lapide sulla statua é stata lucidata fino a
brillare dall'incalcolabile numero di persone che l'hanno
toccata nel corso dei secoli. Si suppone che toccare la
statua porti fortuna e assicuri il proprio ritorno a Praga.
Anche noi siamo tra coloro che hanno contribuito alla
lucidatura della lapide, siamo quindi speranzosi di tornare
a Praga almeno altre 20 volte. C’inoltriamo nella città
vecchia, Stare Mesto, fino ad arrivare alla piazza
della città vecchia, Staromestske namesti, conosciuta
anche come la piazza dell’orologio, intorno al monumento
centrale si susseguono chiese barocche e gotiche; il simbolo
della piazza è l’orologio astronomico che spicca sulla torre
del vecchio municipio; è la piazza più suggestiva di Praga.
Sono rimasto incantato dal fascino di questa piazza, non è
la prima volta che vengo ma è come se lo fosse. Prendiamo il
trenino che ci porta fin su al castello, percorre un
itinerario dal quale non vediamo gran ché in compenso ci
affumica per bene con i fumi del suo stesso scarico. Tornati
in piazza ci sediamo in un pub irlandese per fare merenda,
Cinzia prende una torta di mele, porzione mega e anche molto
gustosa, Vanessa prende un gelato ed io un irish coffee.
Facciamo una passeggiata sulla Parizska, un viale molto
bello e movimentato, con molti negozi di cristallo di boemia
e gioiellerie.
La Parizska inizia dalla piazza della città
vecchia e termina sulla Moldava attraversando il quartiere
ebraico. Ovunque si guardi ci sono palazzi che sono
capolavori di architettura, in tutta la città di Praga i
palazzi sono dei monumenti con affascinanti decorazioni. Torniamo verso la piazza dell’orologio per poi prendere la
via Celetna che conduce alla torre delle polveri. Questa
torre faceva parte del sistema di fortificazioni della Città
Vecchia ris alente al 1475. Deve il suo nome al fatto di
essere stata utilizzata nel corso del XVII secolo come
magazzino per
la polvere da sparo. Di fianco alla torre c’è
il municipio della città nuova, Nove Mesto, che si
affaccia sull’ampia piazza della Repubblica, Namesti
Republiky, un vero e proprio monumento con raffinate
decorazioni in oro, più che un palazzo sembra un gioiello.
Abbiamo deciso di cenare nella birreria più famosa e più
vecchia di Praga, u Fleku, che si trova in Kremencova
11. Dal punto in cui siamo è abbastanza lontano però abbiamo
sufficiente tempo per poter andare a piedi. C’incamminiamo
lentamente per goderci le meravigliose vie che stiamo
percorrendo, pur allontanandoci dal centro della città
vecchia continuiamo a notare palazzi con facciate ornate da
eleganti decorazioni. Non ci stancheremo mai di guardare
queste opere d'arte. Quando arriviamo sulla Kremencova, una
via non molto lunga, notiamo in lontananza un po’ di
confusione; a distanza ravvicinata capiamo che è tutta gente
che ha fatto la stessa nostra scelta, cenare da u Fleku.
Ci accomodiamo in una delle sale e ordiniamo da mangiare;
per bere non c’è bisogno di ordinare, ci sono i camerieri
che girano col vassoio pieno di boccali di birra
rigorosamente nera e aggiungono boccali nei tavoli dove
manca birra. C’è molta confusione ma l’atmosfera di allegria
che regna qui dentro fa diventare piacevole anche il brusio
più fastidioso. Non ricordo cosa abbiamo mangiato, ricordo
che ho bevuto tre boccali di ottima birra tant’è vero che
anche Cinzia e Vanessa hanno bevuto un boccale di birra a
testa. Paghiamo un po’ più dei soliti 15 o 20 euro; 52 euro,
all’incirca come a Budapest. Dopo cena ripercorriamo le vie
del centro per ammirare la città di notte. Praga di notte ha
un fascino straordinario, sembra avvolgerti in una
incantesimo inenarrabile, è una città magica. Soddisfatti
della meravigliosa giornata che abbiamo trascorso ritorniamo
in campeggio.
Praga
Ci svegliamo verso le 8:30, anche
oggi è una splendida giornata di sole. Dopo aver fatto
colazione ci prepariamo e, per le 9:30 circa, andiamo a
prendere il bus 112. Con la metropolitana giungiamo alla
stazione Muzeum. Usciamo su piazza Venceslao, Vaclavske
namesti, una vastissima piazza dove domina imponente il
Museo Nazionale. Piazza Venceslao è il simbolo politico di
Praga. Nel agosto del 1968 i praghesi cercarono di fermare
in questa piazza i carri armati russi venuti a stroncare la
Primavera di Praga, il tentativo di uscire dalla dittatura
sovietica. L'anno successivo, davanti alla statua di San
Venceslao, lo studente universitario 19enne Jan Palach si
cosparse di benzina e si diede fuoco, morendo pochi giorni
dopo. La gente che passa getta uno sguardo e magari un fiore
al piccolo monumento dedicato a Jan Palach, che si trova
proprio di fronte alla statua di San Venceslao, patrono
della Nazione. Riprendiamo la metropolitana per raggiungere
la stazione di Malostranska. Da li prendiamo il tram
22 per
recarci sulla collina sopra Mala Strana, Il Piccolo
Quartiere, dove si trova il gigantesco complesso
architettonico Hradcany, il quartiere di Praga sul quale si
erge il castello. Saremmo potuti andare anche a piedi ma
essendo la strada in salita Cinzia preferisce non
affaticarsi siccome, qualche giorno addietro, ha avuto
qualche accenno di dolore al nervo sciatico. Entriamo dalla
porta nord nell’immenso cortile del complesso fortificato
del castello, la seconda corte; Cinzia nota delle guardie al
passo e intuisce che sta per avvenire il cambio della
guardia, che mi pare sia ogni giorno alle 12, corriamo
accanto a loro verso l’ingresso principale della prima
corte, li c’è molta gente ad attendere, e per la prima volta
osserviamo questo cerimoniale a distanza ravvicinata. Ci
spostiamo nel cortile più grande del castello, la terza
corte, da dove domina con maestosità solenne la cattedrale
in stile gotico di San Vito. La più importante chiesa di
Praga, soprattutto dal punto di vista architettonico. E'
lunga 164 metri e
con un'ampiezza che nel punto massimo
raggiunge i 60 metri. Le volte sono altre 33 metri e le
torri della facciata quasi 82. La torre principale raggiunge
i 100 metri. E' una delle cattedrali gotiche più grandi e
più belle d'Europa. Ultimiamo il giro dentro le mura e poi
affrontiamo la discesa da una lunga scalinata, a piedi
naturalmente, dal belvedere della scalinata c’è una
bellissima vista sulla Moldava, col Ponte Carlo in primo
piano, e sulla città con le sue cento torri; infatti Praga è
denominata anche la città dalle cento torri. Giunti alla
fine della discesa andiamo a visitare
un piccolo ma bellissimo giardino nel cortile del palazzo del senato. Per
mangiare andiamo in posticino senza pretese da
non spendere
molto e dopo pranzo vogliamo fare il giro in battello sulla
Moldava. Prendiamo il battello sotto il Ponte Carlo, ci sono
diverse corse, ci accomodiamo sul ponte del battello in
questo modo, visto che fa caldo, possiamo goderci l’arietta
tipica della navigazione fluviale; il giro dura circa
un’oretta, il tempo per gustarsi un boccale di birra ceca,
oltre allo splendido scenario delle sponde della Moldava
naturalmente. Scesi dal battello attraversiamo il ponte
Carlo e Vanessa, nel vedere tanti disegnatori che ritraggono
o fanno delle caricature, desidera essere ritratta in
caricatura. Avuta la sua bella caricatura ci apprestiamo per
andare alla fermata del tram 17 che percorre per un po’ il
lungo fiume inoltre ne approfittiamo per recarci a vedere il
palazzo danzante che occupa il posto di un palazzo distrutto
dalle bombe nel 1945 e quando è stato eretto, nel 1996, ha
provocato molte discussioni a causa della sua forma
singolare, a mio parere, piuttosto, dà origine ad un
armonioso contrasto con l’architettura praghese. Adesso
siamo abbastanza stanchi è quasi ora di cena, meglio
rientrare in campeggio. Prendiamo il tram 17 che ci porta
vicino al campeggio, anche se la fermata è più distante
rispetto al bus 112, ma almeno abbiamo potuto fare il
viaggio di ritorno in superficie potendo vedere altre opere
di questa incantevole città. La nostra visita alla città di
Praga è terminata, domani abbiamo deciso di andare a
visitare lo zoo di Praga che si trova vicino al camping per
poi andare a Podebrady alla fabbrica del cristallo di boemia.
Ma ci rivedremo presto Praga. Non ci sono parole per
descrivere questa città ne sono rimasto veramente estasiato.
Sono stato in altri posti ma le emozioni che mi ha trasmesso
Praga sono uniche.
Praga è una città stupenda che emana un fascino particolare
sia per la bellezza dei suoi monumenti che per i suoi
abitanti. Essi accolgono il turista con educazione e
compostezza, quasi con austerità. Dimostrano di avere tanta
voglia di dimenticare il passato, di togliersi di dosso la
loro imposta austerità, per vivere gioiosamente la vita. E
ne sono una dimostrazione le innumerevoli orchestre ed
orchestrine che riempiono Praga. Questo vale anche per tutto
il popolo ceco, infatti in tutte le cittadine e paesini
della Repubblica che abbiamo visitato tutte le “case del
regime” un tempo di un grigio cupo, sono state ridipinte
con colori vivacissimi ed armoniosi e con degli affreschi
originali sulle facciate. Sono piacevoli da vedere e
trasmettono un senso di vitalità e libertà.
Ceniamo al pub del campeggio, mangiamo bene beviamo ottima
birra e paghiamo poco, 14 euro circa in tre. Torniamo in
camper e chiacchieriamo fino a tarda ora con dei camperisti
di Roma con cui avevamo fatto conoscenza questa mattina.
Praga
Sveglia alle 8:30, un’ora dopo siamo già al giardino
zoologico, lo zoo di Praga è tra gli zoo più grandi
d’Europa. Vediamo molte specie di animali, alcune delle
quali non conosciute. Giriamo fino alle 12:30 circa e poi
pranziamo al self-service all’interno del parco. Non
l’abbiamo visitato per intero, oggi è venerdì e siccome
vogliamo andare alla fabbrica del cristallo di boemia non
possiamo prolungare la visita allo zoo, diversamente
vorrebbe dire stare qui fino a lunedì.
Praga – Podebrady
km 60
Facciamo le solite operazioni di carico e scarico e partiamo
per Podebrady. Purtroppo avessi saputo prima di arrivare a
Praga che la fabbrica del cristallo di boemia si trova a
Podebrady non sarei dovuto tornare indietro. Infatti
arrivando a Praga da Kutna Hora si passa per Podebrady.
Arriviamo davanti alla fabbrica verso le 16, N50,14473°
E15,12761°. Ma considerando l’ora ed il giorno non credo si
possa visitare, siccome lo scopo è acquistare qualche pezzo
ci rechiamo allo shop di fronte al cancello della fabbrica.
Compriamo un po’ di oggetti in cristallo con delle stupende
decorazioni a prezzi davvero speciali. Ne acquistiamo un po’
per fare anche dei regali.
Podebrady – Praga
km 84
Ripartiamo e siamo diretti a Cerveny Ujezd dove c’è un
piccolo parco per bambini con un piccolo castello fiabesco,
a nord-ovest di Praga. N50,07326° E14,16536°. Siccome
abbiamo trovato molto traffico sulla tangenziale di Praga
siamo arrivati tardi. Quindi decidiamo di prendere la strada
per Plzen.
Praga – Plzen
km 110
Prendiamo l’autostrada e verso sera siamo a Plzen giusto in
tempo per recarci in campeggio prima che faccia buio.
Troviamo il camping Bila Hora N49,77974° E13,40929°. Ceniamo
e dopo andiamo alla birreria che si trova all’ingresso del
camping a bere una birra. Sono le 21:45, il titolare ci fa
notare che dalle 22 non può più servire alcolici. Beviamo
una birra e poi andiamo in camper a dormire.
Plzen
Sveglia alle 9, lasciamo il campeggio e andiamo in città.
Plzen, la città della birra. Andiamo a visitare la fabbrica
della birra, la Pivovar Prazdroj N49,74662° E13,38719°;
entriamo col camper nel parcheggio interno. La Pivovar
Prazdroj produce una delle birre più famose del mondo, la
Pilsner Urquell. La birra è leggera e fortemente luppolata
ed è la prima birra a bassa fermentazione. Questa birra ha
dato origine alla tipologia birraria delle pils, ovvero
lager molto chiare dal gusto decisamente amaro e dissetante.
Tutte le lager prodotte attualmente nel mondo sembrano
ispirarsi a questa birra. Parecchie si fregiano anche del
nome pilsner, anche se sono spesso meno corpose e luppolate
dell'originale birra boema. Con ogni probabilità è la più
antica birra chiara in commercio, creata da Josef Groll nel
1842; tuttavia la produzione birraria a Plzen sembra sia
cominciata già nel 1307. Le visite guidate alla fabbrica
sono in lingua ceca, tedesca o inglese ed ogni due ore.
Abbiamo perso quella delle 10:30 per un soffio, beh
prendiamo i biglietti per le 12:30, facciamo un giro nella
parte accessibile e nello shop e verso le 11:30 considerando
che la visita termina alle 14 decidiamo di mangiare nel pub
interno. Mangiamo bene ma soprattutto beviamo della birra
squisita. Iniziamo la visita in lingua inglese, ci spiegano
il procedimento e gli ingredienti occorrenti per la
realizzazione della birra. Sembra che la bontà di questa
birra sia dovuta all’ acqua dolce e alla corposità del
luppolo di questa zona. Ci portano in giro per vari reparti
e poi ci fanno visitare i sotterranei, la temperatura è
mantenuta costante tra i 6 e gli 8 °C. Si può immaginare
come si sta bene in canotta e pantaloncini corti; Brrrrr…..
Su 9 chilometri di sotterranei fortunatamente ce ne fanno
visitare solo uno. In questi locali viene fatta fermentare
la birra. Poi ci spillano dalla botte un bicchiere di birra
a testa, non filtrata e non fermentata. Lodevole!! anche se
a Cinzia non è piaciuta. Ancora un breve tratto e poi si
torna su, tutti esultano alla notizia che si sta per tornare
alla luce del sole. Infatti quando arriviamo fuori stiamo al
sole per rifocillarci di tepore. Torniamo in camper e
partiamo per Trebon.
Plzen – Trebon
km 165
Abbiamo un po’ di strada da percorrere, tutta statale. Per
moltissimi chilometri lungo la strada ci accompagnano filari
di alberi di melo stracolmi, mi piacerebbe raccogliere
qualche mela ma non trovo uno spiazzo dove fermarmi e quando
talvolta se ne trova uno non ci sono i meli, che peccato,
proseguiamo con la nostra inappagata voglia di mele.
Arriviamo a Trebon nel tardo pomeriggio, parcheggiamo in un
parcheggio libero non distante dal centro. N49,00475°
E14,75889°. C’incamminiamo verso il centro, nucleo storico
ben conservato, che risale al dodicesimo secolo. La città è
circondata da un ambiente naturale molto suggestivo, fatto
da lussureggianti foreste, da numerosi stagni, da una fitta
rete di canali, che costituiscono un insieme di specchi
d’acqua talmente particolare da far meritare a Trebon
l’appellativo di città dei laghi. Arriviamo nella piazza
centrale, ci sono tante bancarelle che stanno ritirando la
merce; c’era una festa. Facciamo una passeggiata per la
piazza e ammiriamo queste bellissime facciate con tenui
decorazioni. Poi torniamo in camper per spostarci di qualche
chilometro, qui vicino si trova la tomba della famosa
famiglia Schwarzenberg. È immersa in un folto bosco con dei
viali sterrati che a raggiera conducono alla tomba
monumentale. Bisogna parcheggiare dove si può, e poi recarsi
a piedi al mausoleo degli Schwarzenberg, 200 metri circa
dalla strada. N48,99401° E14,76557°. Non abbiamo potuto
visitare l’interno perché è già tardi, sono circa le 18:30.
Trebon – Krivonoska Camping km 36
Torniamo in camper e ci dirigiamo presso un camping vicino
Hluboka, Krivonoska camping, N49,07302° E14,41148°. Il
camping è immerso in una pineta, troviamo sistemazione e
Cinzia prepara cena, dopo cena facciamo un giro per il
campeggio, è molto tranquillo, poi torniamo in camper e
giochiamo un po’ a carte prima di andare a dormire.
Krivonoska Camping – Hluboka km 3
Dopo una bella dormita ci svegliamo alle 8, e per le 9 circa
lasciamo il camping per dirigerci a Hluboka. Arriviamo in
un grande parcheggio a pagamento, N49,05085° E14,43286°.
C’incamminiamo per la salita che porta al castello, nel
complesso del castello c’è un hotel con bar e sull’ingresso
vi è un cartello esposto dove c’è scritto: 1 espresso e 1
pezzo di torta 25 Czk (meno di 1 euro); bene, ci accomodiamo
per fare colazione. Ci portano due enormi fette di torta di
mele guarnita con cioccolato e spolverata con zucchero
velato, è una delizia. Al posto del caffè abbiamo preso un
cappuccino, accettabile. Più che colazione abbiamo fatto un
pranzo, la torta era talmente squisita che, non fossi sazio,
ne mangerei un’altra. Ancora dieci metri e poi ci troviamo
davanti ad un meraviglioso castello merlato e di colore
bianco, il castello di Hluboká. Facciamo la visita guidata
in lingua inglese, appena all’ingresso faccio
un’inquadratura per una foto ma vengo subito ripreso dalla
guida. La guida è severissima, non possiamo assolutamente
fotografare l’interno del castello. Le origini di questo
monumentale castello risalgono al XIII secolo e durante i
vari secoli fu ristrutturato diverse volte, l'ultima volta
nello stile romantico nel XIX secolo. Il castello di Hluboká
appartiene, senza dubbio, ai castelli più belli di Boemia.
Le pareti ed i soffitti delle sale sono decorati in legno
lavorato e di incisioni straordinariamente ricche. Le stanze
sono arredate con lampadari meravigliosi, vetrate tardo
rinascimentali, una bella biblioteca con il soffitto a
cassettoni. Il castello appartenuto sin dal 1661 alla
famiglia Schwarzenberg oggi è stato trasformato in museo.
Dopo saliamo sulla torre, più di 200 gradini, la vista è
bellissima, inoltre dall’alto è straordinaria la visione
della geometria del parco inglese sottostante. Si affronta
la discesa per tornare in camper.
Hluboka – Ceske Budejovice km 10
Partiamo per Ceske Budejovice, la gemella di Plzen per la
birra. Qui viene prodotta la famosissima Budweiser. Appena
entrati in città ci fermiamo in un grosso supermercato Tesco
per approvvigionare dei viveri. Mangiamo un boccone in piedi
in una specie di fast food all’interno del supermercato e
poi usciamo. Ci spostiamo in un parcheggio attaccato al
centro, dove c’è il gabbiotto di un custode con la sbarra
nel passaggio, apparentemente a pagamento ma non c’è alcun
custode e la sbarra è aperta. Ci sono altri camper,
italiani, e parcheggiamo senza poter prelevare alcun
biglietto. N48,97948° E14,47377°. Attraversiamo il ponte sul
fiume e siamo subito nel centro storico, dopo un centinaio
di metri arriviamo nella piazza principale, Namesti
Premysla Otakara II, una piazza molto ampia con la
fontana Samsonova kasna al centro ed è circondata di
palazzi con le facciate dai colori brillanti e fregiate
decorazioni. Subito dopo ritorniamo in camper.
Ceske Budejovice – Cesky Krumlov km 25
Ci dirigiamo a Cesky Krumlov, un bellissimo borgo medievale
tra i primi luoghi della Repubblica Ceca ad essere stato
inserito nell'elenco del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Puntiamo in uno dei parcheggi dietro al castello, nei primi
due non troviamo posto, ci mettiamo nel terzo che è
completamente vuoto. N48,81565° E14,30875°. Lasciamo subito
il camper e andiamo verso il centro passando per una
stradina in salita dietro al castello che poi ridiscende
dall’altro versante del colle verso il paese passando
all’interno dei vari cortili del castello. Dall’alto vediamo
il centro del borgo situato all’interno di un’ansa a ferro
di cavallo del fiume Moldava. È molto suggestivo. Arrivati
in fondo alla discesa attraversiamo un ponte in legno e ci
addentriamo in questo borgo molto pittoresco. Passeggiamo
lungo le viuzze ed i vicoli del centro storico esplorando il
borgo fino a tramonto inoltrato. Facciamo qualche acquisto
in uno shop e poi cerchiamo un posto dove mangiare, più che
cercare c’è solo da scegliere, c’è l’imbarazzo della scelta.
Naturalmente quando si deve scegliere tra tanti posti si è
ancora più indecisi e va a finire che si sceglie il
“peggio”. Entriamo in uno a caso, ci guardiamo intorno,
mah.. non c’è nessuno, le due sale che vediamo sono vuote,
speriamo bene bisbigliamo tra noi. Quando ci arrivano i
piatti, beh.. non male anzi mangiamo bene e beviamo della
birra, propostaci dal cameriere, di cui non ricordo il nome
ma gustosa. Bevo i miei ultimi 2 boccali di gustosissima
birra ceca prima di lasciare la Repubblica Ceca. Si, domani
partiamo per l’Austria. Facciamo ancora la passeggiata
notturna per i vicoli del borgo e poi c’incamminiamo verso
il camper. Arrivati al parcheggio notiamo che dove abbiamo
parcheggiato è un po’ buio, nel mentre si sono piazzati
vicino a noi altri tre camper; più incoraggiati ce ne
andiamo a dormire. Il posto è fin troppo tranquillo, strano
ma per questo motivo ho dormito molto poco.
Cesky Krumlov – Mauthausen km 88
Non abbiamo dormito molto questa notte, ci alziamo assonnati
verso le 9 e dopo aver fatto colazione partiamo verso
l’Austria. Percorriamo tutta strada normale. Alla frontiera
ci fermiamo al duty free shop, diamo un’occhiata se c’è
qualche prodotto conveniente ma i prezzi sembrano essere
come in Italia, prendiamo solo dei dolcetti da mangiare
strada facendo. Ripartiamo; siamo diretti al campo di
concentramento. Quando siamo vicini a Mauthausen il
navigatore ci fa prendere una scorciatoia che porta al campo
di concentramento. Arriviamo al parcheggio del campo, sono
circa le 11. N48,25639° E14,50046°. Arriviamo in tempo per
la visita guidata in italiano, durante l’esposizione tutto
ciò che ci viene detto ci fa inorridire e ci fa venire le
lacrime agli occhi. Per questo motivo preferisco non
raccontare quello che ho visto e ciò che ho sentito
dall’esposizione della guida. Posso solo aggiungere che per
tutto il tempo della visita avevo un nodo in gola e le
lacrime agli occhi. Finiamo la visita del campo verso le
14:30 e andiamo in camper a preparare qualcosa di veloce da
mangiare. Più tardi partiamo alla volta di Salisburgo.
Mauthausen – Salisburgo km
155
Sono le 16 quando ci mettiamo in marcia, scendiamo in centro
a Mauthausen e prima di prendere l’autostrada cerchiamo un
distributore di benzina per comprare la vignette per il
pedaggio autostradale. Comprata la vignette, € 7.50 per 10
giorni, ci dirigiamo verso l’autostrada. Usciamo
dall’autostrada a Mondsee, un po’ prima di Salisburgo,
perché sul navigatore è segnalata un’area attrezzata in riva
al lago. N47,85166° E13,35044°. Arrivati sul posto, molto
bello, troviamo un grande parcheggio pieno di auto, non vedo
nessun camper, e comunque in quelle piazzole col mio mezzo
non ci sarei stato. Decidiamo di proseguire per Salisburgo.
Inserisco come destinazione Mirabellplatz, in pieno centro.
N47,80542° E13,04403°. Arriviamo verso le 18:30, ci sono
altri camper, parcheggiamo e Cinzia prepara da mangiare,
forse dopo cena andiamo a fare una passeggiata per il
centro. Nel frattempo io vado a fare delle foto ai famosi
giardini di Mirabellplatz che sono oltre la strada. Dopo
cena iniziamo a chiacchierare con gli altri camperisti,
italiani naturalmente, e parlando non ci rendiamo conto che
il tempo scorre velocemente, ormai è tardi e ci salta la
passeggiata. Ci penseremo domani mattina.
Salisburgo
Stamattina si dorme un po’ più del solito, ci alziamo dopo
le 9:30. Un’ora dopo siamo quasi pronti per uscire, ci
spostiamo nel centro storico, oltre il fiume. Anche se ci
siamo stati in gennaio per il capodanno questa città per noi
è sempre molto affascinante. Poi andiamo a vedere i
giardini, è già tardi e abbiamo fame, torniamo in camper e
dopo mangiato si riparte.
Salisburgo – Monaco di Baviera Km 170
Siamo diretti a Monaco di Baviera, una città che ci ha
affascinato e vogliamo ritornarci nuovamente. Questa volta
voglio provare il parcheggio De-Gasperi-Bogen N48,13375°
E11,70590° perché la stazione della metropolitana è molto
più vicina al parcheggio rispetto a quello dell’Olympia
Park. Quando arriviamo al De-Gasperi-Bogen è tutto un
cantiere pieno di ruspe che lavorano, lo stanno preparando
per l’oktoberfest, e quindi ci dirigiamo verso l’Olympia
Park N48,17530° E11,54319°. Arriviamo al parcheggio mezz’ora
più tardi, dobbiamo attraversare la città, ci sono
pochissimi camper parcheggiamo e ce ne andiamo subito verso
la stazione della metropolitana che dista poco più di un
chilometro. Arriviamo a Marienplatz, la piazza centrale di
Monaco che col suo bellissimo palazzo del municipio sembra
sempre un’elegantissima signora d’altri tempi. Facciamo un
giretto per la via centrale e poi andiamo a mangiare nella
birreria più famosa di Monaco, qualcuno dice addirittura del
mondo, la Hofbräuhaus o HB. Mangiamo stinco di maiale
accompagnato da due boccali di buonissima birra. Poi
passeggiamo per le vie della città fermandoci di tanto in
tanto ad osservare i numerosi artisti da strada, peraltro
taluni molto bravi, per poi tornare in camper verso la
mezzanotte.
Monaco di Baviera – Lazise km
421
È piovuto per tutta la notte, è piacevole stare a letto con
la pioggia in particolar modo qui in mansarda. Ci alziamo
verso le 10, visto che continua a piovere prendiamo la
strada del ritorno. Si torna in Italia, ormai le ferie sono
finite. Percorriamo tutta autostrada passando per il
Brennero e nel tardo pomeriggio ci fermiamo a Lazise, sul
lago di Garda. Pernottiamo qui, inoltre dopo cena ci
dobbiamo incontrare con un mio ex collega di lavoro. Ci
fermiamo in un parcheggio vicino alla porta della città dove
una zona è stata dedicata esclusivamente ai camper.
N45,50607° E10,73565°. Parcheggiamo ed andiamo subito in
centro che è li a due passi. Dopo una bella passeggiata sul
lago ci fermiamo in una pizzeria per una desiderata e
gustosissima pizza, è quasi un mese che non assaggiamo una
pizza. Dopo cena c’incontriamo col mio amico facciamo
insieme una passeggiata per il paese e poi ci spostiamo in
camper perché Cinzia comincia a stare male per via di un
calcolo. Parliamo ancora un bel po’ in camper e poi arriva
il momento di salutarsi, è l’una di notte. Andiamo a
dormire.
Lazise –
Torino km 313
Cinzia sta male per tutta la notte, passiamo tutta la notte
in dormiveglia, dormiamo un po’ di più nelle prime ore del
mattino. Quando ci alziamo sembra stare un po’ meglio e
verso le 10 partiamo verso Torino. Alle 14:05 parcheggiamo
il camper sotto casa. Le vacanze sono finite.
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